La diagnostica dei beni culturali in Umbria

Con più di 15 anni di esperienza alle spalle, LabDIA può contare sulla competenza dei massimi esperti di chimica diagnostica nazionali, sull'apporto di prestigiosi specialisti di arte e patrimonio culturale e sulle tecnologie più avanzate nel settore.
Il progetto, nato dopo gli eventi sismici che hanno colpito l'Umbria e le Marche nel 1997, è frutto di un accordo fra Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Umbria, Comune di Spoleto e Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Perugia

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Il nostro Team

  • Donna con abbigliamento estivo floreale, orecchini eleganti, sfondo colorato.

    Marina Balsamo

    PRESIDENZA

    Avvocato, presidente del CDA e legale rappresentante LabDIA, responsabile area amministrativa.

  • Una donna con capelli biondi, vestita con un maglione nero, che sorride davanti a una libreria con libri di storia, linguistica e altri generi.

    Maria Chiara Sordini

    DIREZIONE AMMINISTRATIVA

    Dottore commercialista, consigliere del CDA e responsabile area contabilità e controllo di gestione.

  • Ritratto di una donna anziana con capelli castani, indossa una giacca blu e una camicia bianca, sorride e si appoggia al suo mento con la mano.

    Vittoria Garibaldi

    DIREZIONE TECNICA

    Storica dell'arte, consigliere del CDA e responsabile area tecnico/scientifica.

  • Una donna con occhiali seduta di fronte mentre presenta o parla, con una foglia gigante sullo sfondo.

    Manuela Vagnini

    AREA TECNICA

    Chimico, esperta in tecniche
    spettroscopiche e bio-chimiche nell’ambito dei beni culturali.

  • Donna che utilizza una macchina fotografica su tripiede in interni

    Michela Azzarelli

    AREA TECNICA

    Conservatore, esperta in conservazione del patrimonio culturale e tecniche diagnostiche.

  • Un uomo sorridente con barba e occhiali indossa un abito con cravatta a farfalla, in un cortile con edifici in pietra e piante in vaso.

    David Alessandrini

    AREA TECNICA

    Fisico, tecnico di laboratorio esperto in data analysis.

  • Uomo con barba e occhiali in un ambiente interno, probabilmente un ristorante o un bar, con sfondo di piante e decorazioni in legno.

    Cristiano Croci

    COMUNICAZIONE

    Demoetnoantropologo, esperto di marketing digitale e valorizzazione del patrimonio culturale.

La nascita del Centro operativo per la conservazione in Umbria

Il progetto di costruire un centro per la diagnostica dei beni culturali nasce già sul finire degli anni '70 con il Piano pilota per la conservazione programmata dei beni culturali ideato da Giovanni Urbani, che aveva individuato nell'Umbria la regione ideale per:

• l'elevata densità e rilevanza del patrimonio culturale umbro;
• l'entità degli interventi di restauro, tutela e conservazione dei beni culturali mobili e immobili;
• l'elevato rischio sismico del territorio regionale;
• la necessità economica, oltreché culturale, di programmare e attivare gli interventi conservativi del patrimonio.

Questi obiettivi sono chiaramente formalizzati in diverse convenzioni tra cui quella del 16 maggio 1996 tra Ministero per i Beni e le attività culturali, Regione Umbria e Comune di Spoleto.
Gli eventi sismici del 1997, oltre a evidenziare con maggior forza il fabbisogno di attività di tutela preventiva hanno immediatamente sviluppato in Umbria una qualificata attività e capacità di pronto intervento che ha rafforzato le già significative competenze presenti nella regione in materia di conservazione e restauro. Un Protocollo d’intesa (stipulato il 19 maggio 1999 tra Commissario governativo per i beni culturali, Regione Umbria, Comuni di Foligno, Narni e Spoleto) raccoglieva l’esperienza di questa prima fase post-sisma stabilendo l'attivazione di un “Centro operativo per la conservazione, la manutenzione e la valorizzazione dei beni storico-artistici, archivistici e librari”, inteso come SISTEMA articolato in tre poli contraddistinti da diverse competenze, finalità e specializzazioni in materia di beni culturali:

FOLIGNO:
(1) Pronto intervento in emergenza (Centro regionale di Protezione Civile)

SPOLETO:
(2) Diagnostica - prevenzione (Laboratorio di diagnostica - Centro di eccellenza)
(3) Conservazione programmata (Centro operativo per i beni culturali – Deposito attrezzato di S. Chiodo di Spoleto).

Con un apposito Accordo attuativo (14 febbraio 2002) della Convenzione del 1996, venivano stabiliti più specificatamente finalità, regole e modalità di realizzazione e funzionamento del Laboratorio di diagnostica al quale aderiva, oltre al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla Regione Umbria, al Comune di Spoleto anche il Dipartimento di Chimica dell’Università di Perugia.

Presso il Dipartimento opera in effetti il Gruppo di Ricerca “Studies on Materials for the Conservation of Archaelogical and Art-Historical Artefacts” che possiede alte competenze e esperienza nel campo delle applicazioni scientifiche per lo studio e la conservazione delle opere d’arte e, in particolare, per la diagnostica in situ con strumentazione portatile. Membri del Gruppo di Ricerca hanno coordinato il Progetto europeo Eu-ARTECH e coordinano attualmente il Progetto europeo CHARISMA.

L’atto costitutivo del Laboratorio è stato stipulato il 28 dicembre 2005.

Con Protocollo di Intesa del 22 novembre 2007 il Ministero riconosce il Laboratorio quale Centro di eccellenza per la Diagnostica

La storia di LabDIA continua...