Mobirise

Progetti

I progetti già realizzati e quelli in corso di realizzazione derivano dall'attuazione di due Accordi di programma quadro (APQ 2004 e APQ 2007), stipulati tra Ministero per i Beni e le Attività culturali,

Dipartimento nazionale della Protezione civile, Ministero per lo sviluppo economico e Regione Umbria, accordi finalizzati alla realizzazione in Umbria di una filiera “Protezione civile per i beni culturali”, nonché dall'attuazione dell'Accordo di programma quadro 2015 (APQ 2015) stipulato tra Agenzia per la Coesione Territoriale, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Regione Umbria.

APQ 2004

1. Progetto pilota per l’attivazione della filiera diagnostica - primo intervento - ricovero monitorato.
Nell'ultimo trentennio l'Umbria ha affrontato due emergenze che hanno interessato il patrimonio culturale: il sisma del 1979 in Valnerina e il sisma del 1997 che ha interessato la dorsale appenninica umbro-marchigiana. Le operazioni di diagnosi dei danni e del rischio, il primo intervento, il ricovero dei beni sgomberati, sono state azioni che hanno permesso di sperimentare in Umbria metodologie e tecniche innovative.

Di conseguenza si era inteso mettere “a sistema” questa esperienza definendo, dopo lo studio e la sperimentazione su un lotto di opere significative (vedi Gallery), i protocolli operativi per affrontare la prima emergenza in tre campi:
protocolli operativi per indagini diagnostiche per definire lo stato di conservazione delle opere in fase di recupero ed evitare ulteriori danneggiamenti propedeutiche al piano degli interventi conservativi, di ripristino, recupero e restauro del patrimonio culturale
protocolli operativi per attività di primo intervento per garantire l’integrità dei beni in fase di recupero, evitare ulteriori danneggiamenti e per garantirne la conservazione in attesa di eventuali ulteriori interventi anche di restauro
protocolli gestionali di ricovero monitorato per i beni recuperati in fase di emergenza al fine di garantirne la buona conservazione nelle fasi di primo intervento e di stoccaggio in attesa delle fasi operative e del ricollocamento nel luogo di provenienza.

Tali protocolli sono stati declinati sul doppio versante delle fasi di emergenza e del tempo di pace. Essi sono stati condivisi dal Ministero per i beni e le attività culturali, dal Dipartimento nazionale della Protezione civile e dalla Regione Umbria.

2. Progetto pilota per la messa a punto dei materiali per il pronto intervento (prodotti per il consolidamento e tecnologie per lo smontaggio)
Nella gestione delle operazioni di pronto intervento sul patrimonio culturale e nei momenti immediatamente successivi alla situazione di crisi, l'utilizzo di tecnologie e materiali adeguati è imprescindibile. Alcune esperienze dimostrano come l'uso di materiali non adeguati abbia provocato danni e/o richiesto ulteriori interventi di restauro e manutenzione. Di conseguenza il progetto ha avuto come obiettivo lo svolgimento di indagini diagnostiche e di sperimentazioni destinate a valutare la pertinenza di sostanze e materiali impiegati per le operazioni di pronto intervento. La stessa metodologia di ricerca (analisi dello stato dell'arte nazionale ed internazionale, studio comparativo, elaborazione di un protocollo operativo) è stata utilizzata per la definizione delle attività di smontaggio dei manufatti mobili.

Il risultato è stato l’individuazione, elaborazione, sperimentazione e messa a punto di protocolli operativi per nuovi materiali e nuove tecnologie per il consolidamento e lo smontaggio di pronto intervento in caso di calamità naturali. I protocolli sono stati condivisi dal Ministero per i beni e le attività culturali, dal Dipartimento nazionale della Protezione civile e dalla Regione Umbria.

I due progetti sono stati realizzati in parte con la collaborazione del Dipartimento di Chimica dell’Università degli studi di Perugia. 

A) Tre progetti APQ 2007

1. conoscenza dello stato di conservazione e della vulnerabilità del patrimonio:
Trattasi della rilevazione e valutazione dello stato di vulnerabilità e di rischio del patrimonio di edifici storico-monumentali siti nel territorio della regione Umbria. Il progetto rientra nella costruzione della Carta del rischio per l’Umbria che è parte del Sistema informativo unico per i beni culturali della Protezione civile regionale (SIU). Il progetto ha riguardato un insieme di 845 monumenti sia pubblici che privati.

2. tutela conservativa e manutenzione programmata:
Il progetto ha riguardato la progettazione e la realizzazione dell’attività di movimentazione, pronto intervento e ricovero in adeguate condizioni di custodia e conservazione, dei beni (circa 1300 oggetti e 54.000 volumi) collocati in depositi predisposti in seguito agli eventi sismici del 1979 e 1997. Dopo l'intervento i beni sono statio ricoverati in un speciale deposito attrezzato realizzato a Spoleto (PG) in località Santo Chiodo di proprietà della Regione Umbria.

3. sviluppo e sperimentazione di prassi, procedure e tecniche in ambito di diagnostica –prevenzione –conservazione:
Il progetto ha riguardato l’esecuzione di un’attività di ricerca e sperimentazione suddivisa in quattro Programmi di lavoro:
PL1 - Tecniche integrate di monitoraggio delle superfici e controllo ambientale negli spazi museali;
PL2 - Avanzamenti nelle analisi di materiali organici;
PL3 - Materiali per il pronto intervento e il consolidamento;
PL4 - Software per la catalogazione ragionata di dati analitici di opere reali e per la gestione del database di spettri di riferimento.
Questi programmi sono stati eseguiti in collaborazione tra lo stesso Laboratorio di diagnostica di Spoleto, il Dipartimento di Chimica dell’Università degli studi di Perugia e il CNR – Istituto di Scienze e tecnologie molecolari UOS di Perugia.

Nell'ambito di quest'attività sono stati effettuate indagini e analisi su più di 120 opere sia a livello regionale che nazionale con finalità di conoscenza, manutenzione e restauro delle stesse. A queste si aggiungono i Crocefissi francescani presentati in mostra alla Galleria nazionale dell'Umbria nel 2017 e 22 opere sempre della Galleria in vista della Mostra per il Centenario della stessa (2018). 

Azione III.4.1 del PAR FSC 2007-2013 Umbria: Realizzazione di sistemi per la salvaguardia dei beni culturali.

B) Un progetto APQ 2015

Il progetto ha approfondito la conoscenza dei beni e il loro stato di conservazione analizzato in stretta relazione con il loro contenitore, il tutto ai fini della definizione di indirizzi di manutenzione. L’attività è stata svolta su un campione di 11 strutture museali regionali (10 appartenenti alla rete regionale e 1 appartenente al Polo museale) e si è articolata nelle seguenti fasi:
• FASE 1: studio preliminare di valutazione dello stato di conservazione delle opere;

• FASE 2: diagnostica in situ sia dei beni che dell’ambiente che li contiene, così articolata:
Task 2.1 Monitoraggio dei parametri ambientali e degli inquinanti biologici: viene effettuata una valutazione dei seguenti parametri ambientali: temperatura, umidità, pressione atmosferica, luminosità, particolato atmosferico (nano e micro-particellare), contenuto di ozono e di particelle carboniose o black carbon. Contemporaneamente viene eseguito anche un monitoraggio microbiologico per determinare i microrganismi presenti nell’aria e definire, così, i livelli di rischio di bio-deterioramento dei manufatti. L’analisi aerobiologica prevede campionature in contemporanea sia dell’aria che delle superfici.Viene inoltre eseguito un monitoraggio mediante termografia infrarossa nelle sale espositive delle strutture museali scelte, per evidenziare sia la presenza di umidità nelle murature sia le pareti maggiormente esposte alla radiazione solare, individuando così gli eventuali fattori di rischio per i beni in essa conservati.
Task 2.2 Monitoraggio e caratterizzazione delle superfici dei manufatti artistici: valutazione, tramite un set di indagini appropriate, dello stato di conservazione dei beni. Le tecniche diagnostiche impiegate sono state selezionate di volta in volta a seconda della tipologia del manufatto artistico e delle problematiche da esso presentate. Le analisi effettuate hanno interessato 62 opere delle 11 sttrutture.
Nello specifico le tecniche utilizzate sono state le seguenti:
o Analisi per immagine (visibile (Vis), fluorescenza indotta nell’UV e nel visibile (UVL, VIL), infrarosso (IRR), infrarosso Falso Colore (IRFC) e nei raggi X (RX));
o Analisi di fluorescenza a raggi X (XRF) puntuale;
o Analisi spettroscopica molecolare puntuale (MID-FTIR, Raman e spettrofotometria UV-Vis/Colorimetria);
o Analisi diffrattometrica a raggi X (XRD);
o Imaging chimico nell’infrarosso (tecnica di imaging iperspettrale nell’infrarosso);
o Indagini micro-distruttive (analisi al microscopio ottico, analisi ELISA, analisi FTIR in ATR e in trasmissione);

• FASE 3: formulazione di Schede Scientifico-conservative
Tali schede contengono:
o anagrafica e analisi storico-critica;
o stato di conservazione e allestimento;
o analisi diagnostiche dirette sul bene;
o analisi diagnostiche indirette: Ambiente;
o indicazioni sugli interventi di conservazione;
o allegati (documentazione fotografica, grafica, i risultati delle analisi diagnostiche, le schede di restauro, etc.).

• FASE 4: definizione del Piano di conservazione preventiva;

• FASE 5: definizione del Modello di Piano di conservazione programmata;

• FASE 6: messa a punto di un Protocollo/ Modello generalizzato d’intervento, sulla base del campione di strutture analizzate, mirato per tipologia di strutture per la realizzazione di servizi di analisi/valutazione/manutenzione finalizzati alla prevenzione.
Le strutture museali interessate:
• Amelia - Museo civico archeologico e Pinacoteca “Edilberto Rosa”
• Bettona - Museo della città
• Bevagna - Museo Civico
• Cascia - Circuito museale aperto Chiesa - Museo di Sant’ Antonio Abate e Museo Comunale di Palazzo Santi
• Città di Castello - Pinacoteca Comunale
• Narni - Museo Palazzo Eroli
• Spello - Pinacoteca Civica
• Spoleto - Palazzo Collicola Arti visive Museo Carandente (comprende anche la Pinacoteca comunale) e Rocca Albornoziana Museo del Ducato
• Terni - Museo d'Arte moderna e contemporanea "Aurelio De Felice" CAOS (Centro Arti Opificio Siri)
• Trevi - Complesso museale Raccolta d’arte di San Francesco e Museo della civiltà dell’ulivo 

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