Laboratorio Diagnostica beni culturali

Progetti realizzati

Nella sua attività pregressa il Laboratorio ha realizzato due progetti (APQ 2004):

1.  Progetto pilota per l’attivazione della filiera diagnostica - primo intervento - ricovero monitorato.

​Nell'ultimo trentennio l'Umbria ha affrontato due emergenze che hanno interessato il patrimonio culturale: il sisma del 1979 in Valnerina e il sisma del 1997 che ha interessato la dorsale appenninica umbro-marchigiana. Le operazioni di diagnosi dei danni e del rischio, il primo intervento, il ricovero dei beni sgomberati, sono state azioni che hanno permesso di sperimentare in Umbria metodologie e tecniche innovative. Di conseguenza si era inteso mettere “a sistema” questa esperienza definendo, dopo lo studio e la sperimentazione su un lotto di opere significative (vedi Gallery), i protocolli operativi per affrontare la prima emergenza in tre campi:

  • protocolli operativi per indagini diagnostiche per definire lo stato di conservazione delle opere in fase di recupero ed evitare ulteriori danneggiamenti propedeutiche al piano degli interventi conservativi, di ripristino, recupero e restauro del  patrimonio culturale
  • protocolli operativi per attività di primo intervento per garantire l’integrità dei beni in fase di recupero, evitare ulteriori danneggiamenti e per garantirne la conservazione in attesa di eventuali ulteriori interventi anche di restauro
  • protocolli gestionali di ricovero monitorato per i beni recuperati in fase di emergenza al fine di garantirne la buona conservazione nelle fasi di primo intervento e di stoccaggio in attesa delle fasi operative e del ricollocamento nel luogo di provenienza.

Tali protocolli sono stati declinati sul doppio versante delle fasi di emergenza  e del tempo di pace. Essi sono stati condivisi dal Ministero per i beni e le attività culturali, dal Dipartimento nazionale della Protezione civile e dalla Regione Umbria.

 

2.  Progetto pilota per la messa a punto dei materiali per il pronto intervento (prodotti per il consolidamento e tecnologie per lo smontaggio)

​Nella gestione delle operazioni di pronto intervento sul patrimonio culturale e nei momenti immediatamente successivi alla situazione di crisi, l'utilizzo di tecnologie e materiali adeguati è imprescindibile. Alcune esperienze dimostrano come l'uso di materiali non adeguati abbia provocato danni e/o richiesto ulteriori interventi di restauro e manutenzione. Di conseguenza il progetto ha avuto come obiettivo lo svolgimento di indagini diagnostiche e di sperimentazioni destinate a valutare la pertinenza di sostanze e materiali impiegati per le operazioni di pronto intervento. La stessa metodologia di ricerca (analisi dello stato dell'arte nazionale ed internazionale, studio comparativo, elaborazione di un protocollo operativo) è stata utilizzata per la definizione delle attività di smontaggio dei manufatti mobili.

Il risultato è stato l’individuazione,  elaborazione, sperimentazione e messa a punto di protocolli operativi per nuovi materiali e nuove tecnologie per il consolidamento e lo smontaggio di pronto intervento in caso di calamità naturali. I protocolli sono stati condivisi dal Ministero per i beni e le attività culturali, dal Dipartimento nazionale della Protezione civile e dalla Regione Umbria

I due progetti sono stati realizzati in parte con la collaborazione del Dipartimento di Chimica dell’Università degli studi di Perugia.