Laboratorio Diagnostica beni culturali

Manufatti lapidei


Le pietre per la loro resistenza, durabilità e varietà di aspetto e colorazione sono state impiegate, sin dai tempi più antichi, come materiali per la costruzione di edifici e per la preparazione di ornamenti. I materiali lapidei naturali sono però soggetti a fenomeni di degrado e di alterazione. Tra questi i più frequenti sono: l’esfoliazione, le efflorescenze saline, la scagliatura, la polverizzazione, l’alveolizzazione, la concrezione, l’erosione e le croste nere. Va tenuto anche conto di tutte le alterazioni derivate da errati interventi di restauro in cui sono stati utilizzati materiali incompatibili o non adatti che hanno alterato la lettura del manufatto stesso. La caratterizzazione chimico-fisica dei materiali può aiutare il restauratore nella scelta del metodo di pulitura e/o consolidamento più opportuno.

PRINCIPALI FINALITA' D'INDAGINE E TECNICHE ADOTTATE
Studio dello stato conservativo e della presenza di patine superficiali (materiali organici e inquinanti)
 
►  Indagini per immagine
► Fluorescenza a raggi X (XRF)
► Riflettanza infrarossa (MIR)
► Diffrattometria a raggi X (XRD)
 
 
PROTOCOLLI DIAGNOSTICI STANDARD PROPOSTI PER TIPOLOGIE DI ANALISI

► Analisi dello stato di conservazione dell’opera: caratterizzazione di prodotti di neoformazione o misurazione di anomalie chimico-fisiche e biologiche del manufatto artistico

► Piano di manutenzione : analisi del sistema ambiente-manufatto

Analisi finalizzate a un intervento di restauro: informazioni sulla presenza di alterazioni e di inquinanti al fine d'indirizzare il restauratore all’applicazione di un opportuno metodo di pulitura e di restauro del manufatto, con la possibilità di seguire direttamente le fasi di pulitura